La babele della cybersecurity: un’azienda italiana ha in media 37 soluzioni di sicurezza installate, ma molte non vengono utilizzate

Una ricerca Trend Micro rivela che sempre più organizzazioni esternalizzano i servizi di cybersecurity per riuscire a contrastare le minacce IT

 

Milano, 2 novembre 2021 – In Italia le aziende hanno una media di 37 soluzioni di cybersecurity installate a protezione della propria infrastruttura, ma nel 51% dei casi non vengono utilizzate tutte. Il dato emerge dallo studio “Managing the secops tool sprawl challenge”, a opera di Trend Micro, leader globale di cybersecurity.

Queste le principali motivazione che spingono la maggior parte degli addetti alla cybersecurity a non utilizzare determinate soluzioni:


La gestione della security rimane critica, in caso di violazioni o mancata compliance alla normativa GDPR, il campione rivela che l’azienda perderebbe una media di 230.000 euro.

“La proliferazione di diversi strumenti è sempre più comune in tutte le aziende, ma quando si tratta di rilevamento e risposta agli incidenti, c'è un costo crescente che a volte non viene riconosciuto". Ha affermato Salvatore Marcis, Technical Director di Trend Micro Italia.

La ricerca rivela anche che il 96% del campione ha preso in considerazione la modalità managed service – servizi gestiti, per esternalizzare le capacità di rilevamento e risposta. Questi servizi possono aiutare a superare le criticità interne, determinando una migliore strategia di gestione e risposta agli incidenti.

“Le organizzazioni non solo devono pagare per le licenze e la manutenzione, ma i team SOC sono sempre più stressati e rischiano il burnout nel tentativo di gestire troppe soluzioni. La mancanza di capacità nel mettere in ordine di priorità gli avvisi può anche esporre l'organizzazione a violazioni. Per questo non sorprende che molte aziende utilizzino servizi gestiti esternamente”. Ha concluso Salvatore Marcis.

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Metodologia e campione della ricerca

La ricerca, commissionata da Trend Micro a Sapio Research, ha coinvolto 2.303 IT security decision maker in 21 Paesi, provenienti da aziende con più di 250 dipendenti. In Italia il campione è stato di 100 intervistati.