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Una ricerca Trend Micro svela che Il 56% degli utenti sarebbe disposto a offrire alle aziende le proprie informazioni, se fossero ricompensate

Tags: Ponemon, Privacy, Security, Euro, Consumatori, Ricerca

I consumatori vogliono privacy, ma non adottano particolari accorgimenti per proteggersi. Questo è quanto emerge dall’ultimo studio Trend Micro, leader globale nella sicurezza per il cloud, realizzato in collaborazione con Ponemon Institute. La ricerca, intitolata “Privacy e sicurezza in una vita connessa” rivela che solo il 44% dei consumatori crede che i benefici dell’Internet of Things (IoT) giustifichino le preoccupazioni che riguardano la privacy, mentre il 75% del campione ritiene di non avere alcun controllo sulle proprie informazioni personali. La ricerca mette a confronto anche la percezione che i consumatori hanno della privacy e il valore riconosciuto ai dati personali.

Un dato sorprendente rivela che la maggior parte dei consumatori, il 56%, sarebbe disposta a offrire alle aziende le proprie informazioni come genere, nome, abitudini di consumo e addirittura stato di salute e credenziali di log in, se fossero ricompensate. Nel caso in cui fosse richiesto, gli utenti metterebbero anche delle etichette con i prezzi alle loro informazioni personali, con costi che variano da 2,66€ a 69,55€

Dalla ricerca emerge che il costo medio percepito per un’informazione personale è di 17,98€


Questo il valore medio che i consumatori attribuiscono ai propri dati:


I dati principali emersi dallo studio:

 

“I dati dimostrano che i consumatori sono preoccupati in tema di privacy e sicurezza, ma allo stesso tempo non comprendono a pieno il loro ruolo”. Ha affermato Raimund Genes, CTO, Trend Micro. “Anche chi si ritiene sensibile al tema della privacy non adotta particolari accorgimenti per proteggere le proprie informazioni. Questo potrebbe essere attribuito a un sentimento di impotenza o a una generale mancanza di consapevolezza. È necessaria una maggiore attenzione nella protezione della privacy e nella propria sicurezza e fortunatamente esistono svariati strumenti che possono supportare gli utenti in questo”.


Metodologia della ricerca
La ricerca ha coinvolto 1.903 consumatori in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.


La ricerca completa è disponibile a questo link